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Vista, udito, olfatto, tatto, e gusto: Slow Wood presenta WOOD TASTING, esposizione a cura di Aldo Cibic per scoprire il legno con tutti i sensi

Del legno tutti consociamo le nobili caratteristiche naturali, ma chi di noi ne è davvero entrato a contatto con tutti i cinque sensi?

Come una prova d’assaggio o un menù degustazione di un grande ristorante stellato, Slow Wood, in occasione della Design Week milanese, propone un percorso alla scoperta del legno e lo fa coinvolgendo tutti e cinque i sensi: vista, udito, olfatto, tatto e gusto.

 

”Wood Tasting” è, dunque, l’intrigante titolo e anche il fil rouge che unisce fra loro le installazioni create da Aldo Cibic per Slow Wood appositamente per la settimana dedicata al design. 

 

In un percorso che fonde arte e sensorialità, dal 12 al 17 aprile i visitatori sono invitati a scoprire, negli spazi dello Slow Wood LabStore di Foro Buonaparte 44/A che ospitano una delle più significative e vaste collezioni di legni esistenti, la ricchezza e le varietà insospettate che il mondo del legno è in grado di proporre. 

 

Specie legnose rare e pregiate dai colori e dalle venature inusuali e radiche preziose sono le protagoniste delle installazioni che svelano quanta segreta bellezza la natura sappia offrire e quanta cultura, artigianalità e saper fare possano esserci nell’uso che ne fa l’uomo.

 

“Abbiamo chiesto ad Aldo Cibic di interpretare, con il linguaggio proprio dei progettisti, la mission di Slow Wood. Ne è nata “Wood Tasting”, un’installazione che è anche percorso ed esperienza e mette al centro dell’attenzione la diversità delle specie legnose e la capacità di Slow Wood di dar vita a progetti originali che designer ed architetti possono ideare con legni pregiati e a volte sconosciuti”, racconta Marco Parolini, CEO e co-founder di Slow Wood. “La collaborazione con Aldo è stata una grande occasione per lavorare nello stile tipico di Slow Wood: a fianco del progettista, cercando di fare nostre le sue esigenze e di mettere a sua disposizione la nostra competenza per rendere unico ogni progetto”.

 

Il percorso espositivo evoca e celebra, infatti, proprio il rapporto tra il legno e la sapiente – e rispettosa – mano dell’uomo. Costituisce una sorta di narrazione a episodi, ognuno “impaginato” in un quadrato di parete colorato. Preziose traversine di Amoretta (Brosium Guianensis) vengono accostate a una citazione del celeberrimo libro “Papillon”, ambientato proprio nella Guyana francese; l’evocativo disegno di un albero con le sue radici sensuali, opera in china su seta di Zeno Filippini, ci introduce nel prezioso fenomeno naturale della radica; Gianni Cantarutti, deus ex machina di Slow Wood, racconta la sua esperienza da uno schermo incastonato in una cornice in legno di Amaranto (Peltogyne spp.); un inusuale catalogo di oggetti disegnati da Aldo Cibic, realizzati con diverse specie legnose dai suggestivi colori naturali, viene presentato in un ambiente tutto boiserie.

 

“Sono stato affascinato fin dal primo momento dall’idea che esistesse una struttura come Slow Wood: un piccolo paradiso dove scoprire una gran varietà di legni da poter usare.” spiega Aldo Cibic “Credo sinceramente che gran parte dei designer e degli architetti che lavorano con il legno non conoscano più di tante specie e sovente abbiano diverse difficoltà ad accedere a materiali rari. Lavorando insieme agli amici di Slow Wood per questa mostra e conoscendo l’incredibile esperienza e amore per il legno di Gianni Cantarutti, mi è venuto spontaneo intitolare la mostra “Wood Tasting” proprio per trasmettere quell’approccio sensoriale alla conoscenza del legno che con Slow Wood ho potuto scoprire.”

 

“Wood Tasting” si pone, quindi, l’obbiettivo di stravolgere la genesi del lavoro dell’architetto e del designer: se usualmente la scelta del legno segue le esigenze di progettazione, sorprendentemente il legno e le abili mani degli artigiani che lo lavorano divengono ispirazione per il progettista, che si lascia trasportare da una particolare specie legnosa e con essa immagina un progetto nuovo e unico.

 

Il titolo del percorso espositivo, “Wood Tasting”, non è casuale: i visitatori sono invitati a entrare in relazione con le specie e le essenze protagoniste attraverso tutti i sensi, incluso il gusto.

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